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In questo testo, descriverò brevemente l’avvio dell’attività realizzata dall’Anfamiv con persone adulte in situazione di progressiva perdita della funzione visiva.

Intorno al 2018 si era avvicinato all'A.N.Fa.Mi.V. tale Giorgio, indirizzato dalla psicologa delle Malattie Rare dell'Ospedale di Udine alla quale aveva parlato di noi una nostra socia che avevamo in qualche modo aiutato con degli accompagnamenti. Giorgio era molto depresso anche perché perdeva la vista all'interno di un quadro clinico assai pesante che aveva compromesso la deambulazione sicura. Era accudito amorevolmente dalla moglie, Gabriella, infermiera. Ho incominciato ad incontrarli e a dare qualche consiglio: tecniche di accompagnamento, uso del videoingranditore, accettazione del bastone bianco e poco più di altro. 

Poi è arrivato più o meno nell'arco di qualche mese, Giovanni, a rischio di licenziamento, a poco più di quarant'anni, a causa della vista precaria e destinata a peggiorare.

In fine si è aggiunto Artico, il più anziano , pasticcere in pensione.

All'arrivo del coronavirus non ci si poteva più incontrare in associazione e allora mi è venuto in mente di inventarmi "Quattro amici al bar": un'ora, ogni domenica pomeriggio, in sala virtuale telefonica a raccontarcela....Ho proposto che ognuno, dopo qualche tempo per conoscerci e presentarci attraverso la propria patologia, dovevamo combattere la depressione serpeggiante dandoci dei compiti su cui concentrarci durante la settimana: una lettura o un ascolto da raccontare agli altri, la realizzazione di un piatto o di un dolce con ricetta da mettere in comune, degli indovinelli, delle barzellette…

A questo gruppetto si è poi aggiunto Rocco, disperato per la perdita di un occhio andando a caccia. Rocco però si è ripreso presto solo confrontandosi con chi non aveva più nemmeno un occhio su cui contare e scoprendo che, anche con un solo occhio, poteva continuare a cacciare. Abbandonava così il gruppo per il quale però era stato molto di supporto con le sue visite ai singoli in un momento in cui i distanziamenti erano meno severi, ma comunque c'erano.
Finito il lock-down, ho lanciato un corso di Braille dopo però aver perso Giorgio aggravatosi improvvisamente. 

Al corso aderivano Giovanni e Artico,che incontravano Stefano e Luigi, Stefano coetaneo di Giovanni e Luigi nemmeno di quaranta anni. Avevo richiesto che ciascuno portasse con sè un familiare per condividere gli esercizi di Braille che apprendevano con l'uso della dattilobraille. Giovanni veniva da solo, ma Raffaella, moglie di stefano, affiancava tutti e due; Artico portò la moglie, Germana e per Luigi entrò nel gruppetto sua madre, per tutti mamma Maria. Gli incontri settimanali vedevano avanzare la conoscenza del Braille, ma vedevano soprattutto maturare amicizia e condivisione. Dopo il Braille mi sostituiva Mirella che insegna l'uso del Braille-sense e e, grazie ad un progetto condiviso con l'UICI di Pordenone, un educatore che segue individualmente chi vuole imparare ad utilizzare il telefonino parlante.
Nel frattempo Giovanninel 2022, agganciandoci all'Ufficio H della Comunità Piergiorgio dove opera Mauro, esperto informatico, può lasciare il lavoro di cassiere in supermercato (divenuto impossibile) cambiando mansione e lavorando al computer da casa.

Nel 2024 una bella sorpresa: rispondono per seguire un corso di formazione al volontariato, tra gli altri, Giovanni, Stefano, Artico e il nuovo arrivato Gregorio con la moglie Marisa. Purtroppo perdiamo la presenza di Luigi che, speranzoso nelle cure sperimentali che sta seguendo fuori Udine, non crede di aver più bisogno dell'A.N.Fa.Mi.V. Per fortuna si è almeno inserito per fare nuoto nel corso dell'UICI di Udine. Spera di poter tornare a fare il lavoro di autotrasportatore, ma intanto non vuole quasi più uscire da casa, nonostante colloqui con una psichiatra che lo cura anche con psicofarmaci.
Alla fine del corso anche Stefano si è stabilizzato grazie ad un'uscita dal lavoro concordata con la fabbrica ove non poteva più lavorare, sei mesi di borsa-lavoro come uscere in Ospedale e soprattutto allo sport con il proprio tandem.
Gregorio lancia la proposta di continuare ad incontrarci costituendo un gruppo di lettura, dato che la cosa che gli manca di più è proprio il leggere. Nel frattempo si è avvicinata Nicoletta che da ipovedente deve acettare che diventerà cieca. Si tratta di una vecchia conoscenza avendo lei già operato nell'A.N.Fa.Mi.V. come volontaria parecchi anni fa.

È a questo punto, verso settembre 2024, che, assieme a mio marito decidiamo di rispondere all'esigenza di Gregorio e nasce il "Gruppo del martedì" con Gregorio e Marisa e con Artico e Germana. Invitiamo anche Nicoletta che volentieri acetta venendo accompagnata da Claudio, un amico d'infanzia che ha recentemente ritrovato. Si legge così un po' di tutto, ogni martedì dalle 15 alle 17:30, e alle letture di mio marito, normovedente, un po' alla volta mi aggiungo io leggendo dal Braille. Scelgo letture che parlano di persone non o ipovedenti che ce l'hanno fatta nella vita, di visite guidate specifiche per chi ha problemi di vista, di descrizioni di ambienti con tutti i sensi; si parte dunque dalla lettura per discorrere, senza avvedersene, di ciò che è utile per superare i propri problemi conseguenti alla mancanza della vista. C'è stato un momento in cui mio marito ed io abbiamo proposto di lasciare il nostro spazio ad uno psicologo, ma ne abbiamo ricavato un deciso "no".

Nicoletta però chiedeva di apprendere il Braille e allora è nato anche il "Gruppo del mercoledì" dove, trale 10 e le 12:30, viene chi vuole esercitarsi con lettura e scrittura.

Purtroppo a ottobre 2025 Artico ci ha lasciati dopo breve malattia e ci siamo trovati a doverci confrontare con un doloroso lutto dato che Artico era per tutti un esempio per la sua autonomia specie nell'orto e nel giardino.
Recentemente la sua sedia è stata occupata da Giuliano che viene al gruppo accompagnato da Laura.

Forse ora è chiaro perché definiamo il gruppo del martedì come gruppo affettivo: nulla che sappia di terapia, ma un luogo dove stare bene assieme, bevendoci un caffé o un the, coccolandoci con qualcosa di dolce. Si coglie anche l'occasione di leggere assieme la Newsletter dell'A.N.Fa.Mi.V e così si da la possibilità di essere al corrente di tutto ciò che l'associazione organizza, decidendo se e a cosa prendere parte.

Edda Calligaris

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