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Nel corso degli anni, sempre più si è constatato, che un intervento educativo sulla persona che sia scollegato con quello che succede nel contesto ove vive (famiglia e comunità) diventa poco utile a dare una spinta al processo di inclusione.
L’apparente eterogeneità delle attività proposte dalla Fondazione si motiva dall’esigenza di rispondere in ascolto ai bisogni delle persone e in vista di un potenziamento delle risorse già attive nella comunità; pertanto non un modello di intervento rigido e precostituito, ma leggero flessibile. Gli operatori che a diverso titolo hanno collaborato posseggono una formazione psicoeducativa e sociale acquisita tramite percorsi universitari ed esperienza sul campo.

  • In Lombardia si sono svolti, in una struttura messa a disposizione dalla Parrocchia S.Antonio di Padova alla Brunella di Varese, incontri periodici (ogni 2 mesi) di 6 ragazzi con disabilità e loro famiglie. L’età dei ragazzi varia da 10 a 22 anni. Si lavora in modo personalizzato sulle autonomie e sull’inclusione sociale e, per i più grandi, anche sul progetto di vita e l’inserimento lavorativo. D’estate è stata realizzata una settimana residenziale nella località di Druogno in provincia di Verbania con la partecipazione di n.6 ragazzi e loro famiglie. Alcuni ragazzi sono seguiti anche a domicilio con incontri personalizzati con lo psicologo e l’educatore di riferimento.
  • In Liguria vengono seguite da un’equipe multidisciplinare (educatrice, psicologa, volontari), 9 famiglie con giovani adulti (età dai 30 ai 54 anni) con disabilità. Sono stati realizzati incontri mensili presso l’Istituto delle Suore Pietrine a Genova. Negli incontri si svolgono attività di laboratorio, ma con attenzione anche alle dinamiche individuali e familiari. Le tematiche più sentite sono quelle del progetto di vita e del “dopo di noi”.
    -In Toscana, in continuità con il vecchio progetto ministeriale “Autonomie Possibili”, si sono svolte attività educative di gruppo e laboratori mirati che hanno coinvolto 4 famiglie di ragazzi con disabilità più un adulto, anch’egli con disabilità. Gli incontri si svolgono ogni mese presso la Chiesa dell’Immacolata a Pistoia, anche con la guida spirituale di Don Paolo Palazzi.
  • In Emilia-Romagna è in corso di svolgimento, nella città di Bologna, il progetto “Autonomie Possibili” finanziato primariamente dalla Fondazione Carisbo e co-finanziato dal MAC, dall’Istituto F.Cavazza, dalla Casa Lavoro Donne Cieche e dall’Arcidiocesi di Bologna. Beneficiari delle attività sono 15 famiglie con figli (di età compresa tra i 5 e i 26 anni) con deficit visivo e/o pluridisabilità. Sono stati realizzati laboratori di Musicoterapia, Arteterapia, Danzamovimentoterapia, percorsi di Orientamento/Mobilità e Autonomia Personale nonché incontri di consulenza psicopedagogica individuali e di gruppo. Sono state altresì svolti due stage residenziali ad Ancona in inverno e a Riolo Terme (RA) in estate.
  • In Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Ente A.N.Fa.Mi.V. APS-ETS, sono stati seguiti tramite un’attività di centro diurno socio - educativo, 6 ragazzi con disabilità e le loro famiglie. Si è fatta promozione di autonomie personali, orientamento e mobilità, attività di laboratorio artistico.
  • Nelle Marche, sono stati realizzati percorsi laboratoriali e uno stage residenziale estivo a San Benedetto del Tronto (AP) per la promozione dell’autonomia e la valorizzazione delle risorse individuali di 7 giovani adulti non vedenti con disabilità plurima e con disabilità in situazione di gravità.
  • In Campania, nel corso del 2025, la Fondazione ha realizzato un ampio programma di attività educative, formative e di rete sul territorio, con sede principale a Salerno e interventi anche nei comuni di Pellezzano, Campagna, Altavilla Silentina e Coperchia. Le iniziative hanno interessato tre principali aree di intervento: famiglia, persona e comunità, coinvolgendo costantemente sia operatori della Fondazione sia professionisti e referenti di altri enti. Il numero delle famiglie di persone con disabilità che si è potuto intercettare ha fatto registrare un progressivo aumento nel corso dell’anno; si è partiti con 6 nuclei familiari per arrivare a raggiungere,19 famiglie, gli operatori che con loro lavorano, hanno potuto fruire dei servizi della Fondazione.
    Domenico Vaccaro

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